Una Mobility Conference per vagliare anche il nuovo Pgt del Comune

Da venerdì 4 febbraio Milano ha un nuovo piano di governo del territorio. Lo strumento che disegna l’urbanistica meneghina dei prossimi 30 anni è stato approvato dal Consiglio comunale.

Il Pgt arriva proprio alla vigilia della nona Mobility Conference che si terrà a Milano il 7 e 8 febbraio. Il summit, organizzato da Assolombarda e Camera di Commercio di Milano, riunisce imprenditori, manager, istituzioni e politici che si incontrano per riflettere sulle grandi opere infrastrutturali del Paese.

Quest’anno avranno un argomento in più da discutere: il nuovo Pgt milanese, che punta ad aumentare di 400.000 unità la popolazione residente a Milano, portandola a quota 1 milione e 700 mila abitanti. Per farlo, si promuove la costruzione di nuovi quartieri – una ventina, tra zone periferiche e scali ferroviari dismessi – ma si programma soprattutto la creazione di un’ambiziosa rete di trasporti metropolitani.

Dalle attuali 3 linee (la quarta in costruzione e la quinta da assegnare in gara) il Pgt porterebbe la città ad avere 11 linee metropolitane. Si prevede inoltre un potenziamento del passante ferroviario e la costruzione di una Circle Line non sotterranea che colleghi tutti i quartieri di prima periferia con le linee della metropolitana.

Queste le nuove linee:

MM6: collegherà San Donato Fs con la Fiera di Rho Pero. Sono previste fermate a San Donato, Porta Romana, Piazza Trento, Parco Solari, Cadorna, Domodossola e Certosa.

MM7: da Cascina Gobba a Viale Certosa, passando per Precotto, Bicocca e Bovisa, attraverserà la città da est a ovest nel suo tratto più a nord.

MM8: da Viale Certosa a San Cristoforo, toccherà le zone di Lampugnano, San Siro e Inganni.

MM9: collegherà Rogoredo a San Cristoforo, passando da Via Quaranta, Piazzale Abbiategrasso e Viale Famagosta.

MM10: collgeherà Noverasco con Segrate, salirà lungo la direttrice sud Ripamonti, previste le fermate Quaranta, Trento, Porta Romana, Porta Venezia, Lambrate e Segrate.

MM11: collegherà l’ospedale Sacco a Molino Dorino, passando da Via Stephenson.

Alla Mobility Conference si discuterà soprattutto di costi. E della necessità di trovare fonti di finanziamento alternative a quelle comunali. Se il Pgt calcola una cifra di 13,6 mld per realizzare l’intera rete di trasporti, Palazzo Marino sa di poterne raccogliere solo 4 dalla commercializzazione dei diritti edificatori di proprietà dell’amministrazione comunale. Restano da recuperare i rimanenti 9.

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15 persone e 10 nazionalità. Il primo comitato stranieri di quartiere è a Milano

Fouad e Hassan parlano a nome di tutto il gruppo. Sono due ragazzi egiziani membri di “Avanti Insieme”, il primo comitato di cittadini stranieri di quartiere nato 8 mesi fa in via Padova, Milano, con il sostegno dell’Associazione Culturale Villa Pallavicini, dove hanno frequentato un corso di italiano.

In questi giorni hanno lanciato la prima iniziativa da cittadini attivi e intraprendenti: offrire agli anziani del quartiere un’ora del loro tempo per aiutarli a fare la spesa.

Distribuiscono volantini, fermano la gente per strada, andranno al mercato e fuori dalla Chiesa per far conoscere il loro progetto. Sono tutt’altro che ingenui. Sanno che pochi anziani milanesi sono disposti a fidarsi. Ma “se tu vuoi puoi” dice Fouad. La questione è tutta in una parola: cittadini. Se non sulla carta, vogliono esserlo almeno nei fatti.

Nel quartiere multietnico a nord-est di Piazzale Loreto, dove 1 residente su 4 è straniero (la media a Milano è di 1 residente su 6) il comitato “Avanti Insieme” nasce dal desiderio di fare qualcosa per il proprio quartiere, dare e non solo ricevere dalla città in cui ora vivono. Nasce dalla voglia forte di cancellare l’immagine di delinquente che tanto facilmente ti appiccicano.

I membri di “Avanti Insieme” si ritrovano una volta alla settimana per discutere, progettare e trovare mille modi per proporsi al quartiere come presenza attiva. In programma hanno anche uno spettacolo teatrale, che realizzeranno insieme ad attori italiani: gli italiani rappresentano l’arrivo degli stranieri, gli stranieri mettono in scena il modo in cui vedono gli italiani. E raccontandosi provano a capirsi meglio.

Se la meritano un po’ di fiducia, no?

Il numero per contattare i ragazzi del comitato “Avanti Insieme” è 334 264 7767: un ragazzo o una ragazza del gruppo sarà disponibile ad accompagnarti a fare la spesa o a farla al tuo posto.

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I 150 dell’Italia si festeggiano con eventi “dal basso”

Associazioni, fondazioni, enti e teatri. In occasione dei 150 anni di unità nazionale, Palazzo Isimbardi apre oggi le porte alla “Big Society” milanese e porta i cittadini dietro alle quinte degli eventi celebrativi.

La Provincia di Milano ha stanziato infatti 200.000 euro per finanziare i progetti di tutte le associazioni, enti e fondazioni senza scopo di lucro dei 134 comuni della Provincia che ideeranno la celebrazione dei 150 anni nel proprio comune. Spettacoli teatrali o musicali, ma anche film, audiovisivi e mostre.

Le idee selezionate, da realizzarsi entro la fine del 2011, riceveranno un cofinanziamento fino all’80% dei costi di realizzazione.

Le idee vanno inviate per posta alla sede della provincia entro il 25 febbraio 2011 corredati dal preventivo delle entrate e delle spese.

Temi proposti dalla provincia sono 6:

Il ruolo delle donne nei moti risorgimentali, i protagonisti del Risorgimento e dell’Unità, la cultura dell’Unità e i suoi protagonisti, Risorgimento e meridione, i martiri, le attese disilluse e gli “sconfitti”.

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La prima volta del premio Rothshild


Lisbona, Bruxelles e poi finalmente Milano. Arriva in Italia per la prima volta il Premio Rothshild, istituito nel 2003 in Portogallo da Arianne de Rothshild, la broker americana moglie del barone Benjamin de Rothshild.

Tra gli artisti italiani c’è già fremito. Il Premio per l’arte contemporanea assegnato dalla fondazione della baronessa è l’occasione per mettersi in mostra su un palcoscenico internazionale.

A una giuria di sei critici è stato chiesto di selezionare a testa tre giovani artisti italiani emergenti, di età compresa tra i 22 e i 35 anni. Saranno scelti per qualità e novità di linguaggi artistici e i loro nomi saranno noti tra un mese, entro il 26 febbraio 2011.

Spetterà poi a una giuria internazioanle presieduta dalla stessa baronessa Arianne selezionare il vincitore. Il suo nome sarà annunciato il 5 aprile, il giorno in cui sarà inaugurata la mostra con le opere dei 18 scelti. Degna sede dell’evento sarà Palazzo Reale.

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un fondo di 5 milioni per finanziare le assunzioni

Un fondo da 5 milioni di euro a sostegno delle micro, piccole e medie imprese di Milano e provincia, attive in qualsiasi settore.
E’ l’inizitiva congiunta del Comune di Milano e della Camera di Commercio, che hanno lanciato un bando finalizzato a favorire le assunzioni e la stabilizzazzione professionale dei giovani, e il reinserimento di lavoratori disoccupati.

Il bando è attivo tra il 24 gennaio e il 9 maggio 2011, ma sarà valido fino a esaurimento dei fondi.

Tre le misure di intervento previste.

Per l’assunzione di lavoratori tra i 45 e i 49 anni di età, dsoccupati da almeno 6 mesi e privi di diploma di scuola superiore, oppure con età pari o uguale a 50 anni, l’azienda riceverà tra le 6.000 e le 12.000 euro a seconda del contratto stipulato con il lavoratore.

Per l’assunzione di giovani laureati under 30 che ancora non abbiano rapporti di lavoro con l’azienda che richiede i contributi (ma vanno bene gli stage), sono previsti dalle 5.000 alle 8.000 euro.

Infine, per ogni giovane under 30 (non importa quale titolo di studio abbiano) senza precedenti rapporti di lavoro con l’azienda, oppure per ciascun giovane con più di 35 anni e già presenti in azienda con contratto a tempo determinato, l’azienda riceve dalle 3.000 alle 5.000 euro.

Partecipare è semplice. E’ necessario compilare la domanda on line sul sito della Camera di Commercio di Milano dopo essersi registrati. E poi scegliere se avvalersi di una firma digitale, autografa o se consegnare direttamente a mano il bando compilato.

Ciascuna azienda può presentare fino a un massimo di 4 domande, una per ogni lavoratore che intende assumere o stabilizzare.

L’assegnazione del contributo avverrà in base all’ordine cronologico in cui le domande sono state presentate.

 

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Ausmerzen, l’apparenza dolce di un suono

“E’ morto lo zio Hans, povero lo zio Hans…”

“Dove è morto?”

“Ad Adamar”

“Anche lui?”

Cinquemila morti all’anno, ad Adamar. Tutti “nutzlosen”. Mangiatori inutili di pane.

Si chiedevano, ad Adamar: cos’era quel fumo? Lo sapevano!

Opposizioni ce n’erano state. piccole, difficili. Finché poi un uomo alzò la voce in maniera decisa.

E’ tutta brava gente che non sa cosa fare, ma quando uno di quella brava gente decide di fare, di solito arriva a qualcosa di incredibile. E quest’uomo merita di essere ricordato. Il vescovo Von Galen disse: QUESTI SONO OMICIDI, ED E’ UNO STERMINIO.

“Hai tu, ho io il diritto alla vita solo perchè siamo ritenuti produttivi da altri?”

“Se si ammette il principio ora, guai a tutti noi quando saremmo vecchi e decrepiti, guai agli invalidi, ai soldati che tornano in patria mutilati e invalidi”.

“Chi è più al sicuro?”

Puoi essere un grande dittatore ma se non non hai conseno sei finito. La gente ha mangiato la foglia.

“Basta, chiudete quei luoghi”.

“Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute” è uno spettacolo di Marco Paolini, in diretta su La7 in queste ore dall’ex-Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, Milano. Il manicomio fu costruito negli anni ’20 del Novecento, l’età della Belle Epoque, della Tour Eiffel, del primo Expo.

Ma gli anni anche della scienza eugenetica di Dalton, finita tra le mani di chi scrisse il Mein Kampf. E che prendendo il potere stabilì che non ci poteva più essere spazio per mangiatori inutili di pane.

Ausmerzen è l’uccisione degli agnelli deboli che rallentano il gregge.

Ed è lo spettacolo che racconta il grande sterminio di massa di malati psichiatrici e disabili che precedette la Shoah e ne fu di fatto la sperimentazione, tra 1933 e 1945 nella Germania di Hitler. Aktion T4, una storia dimenticata, ricordata solo nei convegni di Psichiatria. Oggi, a Milano trova voce. E getta uno sguardo critico sul presente.

L’arte che parla, a Milano, anche questa un’opportunità.

Marco Paolini. Ausmerzen, vite indegne di essere vissute.

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La Milano del coworking festeggia la prima European Jolly Week

Un nuovo modo di pensare il lavoro da casa, condividendo open space o affittando postazioni in uffici già esistenti. Ma anche un’opportunità per le società che ospitano i lavoratori solitari, portatori di novità e freschezza.

Monkey Business, l’ufficio “condiviso” di via Ventura 3, Lambrate, è solo uno dei molti cowo di Milano. In questi giorni festeggia insieme agli altri la prima European Jelly Week, la festa di tutti i cowo destrutturati d’Europa. Cowo sta per coworking, il lavoro che non si fa né in ufficio né a casa. Ma affittando una scrivania in spazi privati e condivisi tra più persone. Destrutturato significa che in questi spazi ci puoi andare quando vuoi, anche saltuariamente, assicurandoti prima che ci sia una postazione libera. Porti con te un laptop e il gioco è fatto. Lavori al tuo progetto ma accanto a te ci sono persone, per lo più giovani, con cui condividere passioni o scambiare conoscenze.

Ma il cowo di via Ventura non è uno qualsiasi. Nato nel 2008, è anche la sede del Coworking Project, la rete che unisce ad oggi 24 “uffici” milanesi per il lavoro in spazi comuni. E che si organizza attraverso un sito dove si trovano le informazioni su tutti i cowo che vi aderiscono. Dall’indirizzo al numero di postazioni disponibili. Dai contatti per affittare una scrivania al tipo di servizi inclusi nel prezzo.

I cowo milanesi si trovano per lo più negli uffici di società già esistenti, attive nel settore dei servizi alle imprese, come società di consulenza o agenzie di comunicazione. Oppure nascono all’interno di studi di architettura che aprono le porte ad architetti o designer. Il coworking diventa così un’opportunità anche per l’ufficio che ospita giovani lavoratori con tutta la freschezza dei loro progetti.

Nei cowo la connessione wi-fi è sempre assicurata, ma puoi trovare anche fax e fotocopiatrici, sale riunioni o locali per feste di lavoro. E persino la cucina con tanto di bollitore per il the, come succede allo Studio Associato­ +A di via Amedeo, 57. Il costo della postazione nei cowo della rete non supera mai le 300 euro mensili e varia a seconda della posizione dell’ufficio in città e dei servizi offerti.

La rete del Coworking Project si estende per tutta Milano. Copre il centro città, ma arriva anche nelle periferie come l’Ortica, Famagosta o via Mecenate. E prosegue oltre Milano, con i cowo di Desio, Cavenago e Monza.

Accanto al Coworking Project ci sono a Milano anche The Hub Milano, sede italiana della rete europea The Hub. Si trova in via Paolo Sarpi e offre scrivanie a prezzi che variano a seconda dei servizi scelti. Un anchor desk da due persone, con uso illimitato dello spazio e la possibilità di partecipare a tutti gli eventi dell’associazione costa attorno alle 500 euro mensili. Ma a Milano si trovano anche gli spazi offerti dallo studio di architettura Di Baio Editore. Il canone base, mensile ma con contratto minimo di tre mesi, costa 190 euro più iva.

What is Jelly?

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